Distesa di papaveri nell'estate salentina

Distesa di papaveri nell'estate salentina
fotografia di Simone Massafra

mercoledì 16 marzo 2011

Sono una donna, non sono un Panda!



Breaking news!
E' appena stato approvato al Senato il disegno di legge sulle quote rosa in Italia.
Adesso passerà nuovamente alla Camera per l'approvazione definitiva e la successiva entrata in vigore.


Il comunicato stampa diramato agli organi di informazione, ci fa sapere che il ddl è stato approvato con 203 voti a favore, 14 voti contrari e 33 astenuti.
Ne consegue che questa legge è voluta e votata da Destra e Sinistra.
Ma cosa comporterà all'Italia?


Entro il 2015 dovrà essere garantito all'interno dei consigli di amministrazione, e negli organi di controllo delle società quotate e delle controllate pubbliche non quotate, una presenza femminile di almeno il 30%.


Per le aziende che non si adegueranno, ci sarà un richiamo prima e una multa poi che partirà da 100mila euro fino ad arrivare ad 1milione di euro.


Non vi nascondo che mi sento particolarmente partecipe al tema di questa legge in quanto donna, laureata in economia e co-fondatrice di una piccola società.


Ma proprio perchè ho studiato economia sono sempre stata convinta che la migliore soluzione per il mercato sia l'autoregolamentazione che deriva dalla libera concorrenza e non dall'imposizione forzata da parte del Governo negli equilibri di una azienda.


Secondo me, ad oggi, il criterio di selezione di un amministratore delegato non è basato sul fattore donna o uomo ma sull'incremento di fatturato e produttività che il nuovo componente porterà all'azienda.
E poco importa di rosa e celeste quando è il verde a contare.


Inoltre, questa norma non solo non risolve il problema della discriminazione ma anzi ufficializza e sottolinea che il sesso femminile è una specie da proteggere, come i Panda.


Ritengo, che per tutte quelle donne che con studio e sacrificio arriveranno a ricoprire ruoli all'interno dei cda non sarà piacevole un giorno potersi sentir dire "Guarda che tu sei arrivata qui solo per rispettare una legge", in questo modo si svilisce il lavoro, non lo si esalta.


Voi cosa ne pensate? 
Confrontiamoci per ottenere esperienze diverse e accrescere le nostre stesse opinioni.





10 commenti:

  1. Chiara e bellissima come sempre!

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  2. ...nel 2011 non si può parlare ancora di quote rosa,sembra un contentino,pazzesco.Parlerei piuttosto di quote di merito sia maschili che femminili.

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  3. La penso come te. Tra l'altro immagino che per raggiungere quella quota si piazzeranno amici e parenti. Senza contare che potrebbe aumentare il fenomeno dell'escortismo.

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  4. Sono assolutamente d'accordo. Trovo che la donna sia discriminata da questa legge e che alle sue fondamenta ci sia un profondissimo fraintendimento e una mailnterpretazione di ciò che garantirebbe alla donna una reale parità: l'assenza del pregiudizio data da una seria competitività lavorativa. I diritti che le donne hanno guadagnato sono frutto del sudore e dell'impegno delle donne stesse. Non credo che nessuna donna con un minimo di buon senso avrebbe condiviso e appoggiato una proposta simile, benché probabilmente i propositi siano buoni.

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  5. Federica sei bravissima!
    Io studio all'università di Lecce ma mai vorrei che qualcuno un giorno potesse recriminarmi i miei successi a causa di una legge discriminante!

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  6. Ragazzi, ma se abbiamo come ministro delle Pari opportunità la Carfagna di cosa stiamo parlando??

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  7. SEI UNA GRANDE! Questa legge è ipocrita è demagogica!

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  8. E' vero, correranno tutti a mettere figlie e mogli, se davvero uno è maschilista (e quindi stupido) non è la paura di una multa che gli fa cambiare mentalità!

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  9. Non ci crederai ma controllo ogni giorno il tuo blog per vedere se ci sono nuovi articoli!
    Continua così

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  10. Cara Federica è anche vero però che il mondo sia stato dominato dagli uomini, secondo me è il segno dei tempi che le donne prendano responsabilità nella società. Come sappiamo gli uomini hanno creato una socità univoca con scarso confronto e con molti pregiudizi.
    Mi dispice non essere daccordo con te, ma io la penso così.
    Umberto

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