Distesa di papaveri nell'estate salentina

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fotografia di Simone Massafra

sabato 7 gennaio 2012

La verità sul prezzo della Benzina in Italia



Il Governo Monti presenterà nelle prossime settimane un decreto legge volto all’abbassamento del prezzo della benzina, svincolando i singoli distributori dall’acquisto obbligato del carburante dalla propria compagnia petrolifera di riferimento.

Mi sono quindi chiesta:
in che modo può incidere questa liberalizzazione sul reale costo della benzina a noi consumatori?
Ho cercato il dettaglio che definisce il prezzo dei carburanti in Italia, per capire quanto il margine delle compagnie petrolifere incida davvero sul prezzo finale.
La maggior parte degli articoli ripetevano i soliti dati con le accise della guerra in Abissinia o il disastro del Vajont. Ma queste sono solo alcune delle accise che negli anni sono state gravate sulla produzione dei carburanti. Ho così raccolto dati da varie fonti, arrivando alla seguente conclusione, come sempre suscettibile a migliorie grazie al vostro contributo.

Come si determina il prezzo della Benzina?

Il primo passo per iniziare a comprendere quali fattori influiscono sul prezzo finale dei carburanti per autotrazione (benzina e diesel) in Italia è sicuramente quello di scomporre il costo alla pompa in due principali COMPONENTI:  vi è infatti un componente INDUSTRIALE ed uno FISCALE.
1 - COMPONENTE INDUSTRIALE
Il componente industriale è a sua volta scomponibile in due macroaree di facile comprensione:
Il costo della MATERIA PRIMA
Occorre ora specificare che il costo della materia prima non è legato, come molti credono,  all’andamento del costo del Greggio, bensì esso è fortemente correlato all’andamento della c.d. quotazione Platts Cif High Med del relativo prodotto raffinato. Tale indice rappresenta infatti il valore a cui le raffinerie possono vendere una tonnellata di benzina o di gasolio in quel dato giorno. Platts è una compagnia americana fondata nel 1909, che oggi fa parte del gruppo McGraw Hill. Il suo business è quello di determinare il prezzo di mercato delle principali materie prime raffinate, quali benzina, gasolio, metalli, energie elettrica, carbone, etc. etc. Tanto per dare da pensare ai teorici del complotto, l’agenzia di rating  Standard & Poor's è anch’essa detenuta dalla McGraw Hill ed è dunque strettamente legata all’indice Platts. Per chi volesse acquistare tale fonte di informazione ecco il link:  http://www.platts.com/Products/europeanmarketscan/Oil/ALL/PriceAssessmentIndices
Faccio presente che l’indice Platts espone i prezzi in dollari per tonnellata metrica ($/mt). Occorre dunque tenere a mente anche l’andamento del tasso di cambio €/$ al fine determinare il costo della materia prima. Inoltre, sappiate che 1tonnellata metrica è pari a 1000kg, che la densità media della benzina è pari a 710Kg/m3 e che 1m3 è pari a 1000litri, ricordatevi di convertire il costo per tonnellata metrica (1000kg) in costo al litro. Io l’ho fatto nell’esempio più avanti partendo da un bollettino “sample” trovato sul sito della Platts che riportava un valore pari a 1044 $/mt che secondo i miei calcoli risulta pari a 0,5825 €/lt
Il MARGINE LORDO 
Il margine lordo è solitamente pari a circa il 7-15% del prezzo finale del carburante ed è  l’aumento di prezzo che serve a remunerare tutti i restanti passaggi della filiera… distribuzione, erogazione, etc. Per intenderci, il guadagno del singolo benzinaio è una parte del margine lordo.
2 – COMPONENTE FISCALE
Il componente fiscale si suddivide anch’esso in due sottocategorie:
ACCISE sui carburanti, Nazionali e Regionali
IVA – essendo un imposta sul valore e quindi sul prezzo di un bene viene applicata anche sull’importo dell’accisa, determinando l’odioso fenomeno della tassa sulla tassa.
 Attualmente l’accisa Nazionale sui carburanti risulta pari ad euro 704,20 per ogni 1000 litri di benzina e pari a euro 593,20 per ogni 1000 litri di gasolio. L’aliquota IVA da applicarsi sui carburanti è pari al 21%.
IL PREZZO ALLA POMPA 
Se consideriamo dunque tutti questi costi, potremmo scomporre il costo finale di un litro di benzina nel seguente modo:

Quotazione PLATTS (Materia Prima): €/lit 0,5826*
Margine Lordo: €/lit. 0,1254
ACCISE: €/lit. 0,7042
IRBA Puglia: €/lit. 0,0258** 
IVA 21%: €/lit. 0,3020 
Totale:  €/lit. 1,74

*Fonte: European Marketscan Bollettino Platts del 11/07/2011 per Premium Unleaded Gasoline 10ppm Italy. 1044,00 $/mt - Tasso di cambio €/$ del 07.01.2011 a 1,272 - Densità benzina 710Kg/mc
**Ho preso come riferimento l’imposta della mia regione, la Puglia: http://tributi.regione.puglia.it/web/guest/irba-approfondimento

Possiamo notare che il componente fiscale pesa per un buon 59,31% sul prezzo finale della benzina.
Il costo della materia prima invece solo il 33,48%, mentre il margine lordo risultante condiziona il prezzo finale solo per il 7,21%.
Tengo a precisare che questo 7,21% serve a remunerare tutti i restanti passaggi della filiera da quando la benzina esce dalla raffineria fino a quando giunge a noi (stoccaggio, distribuzione primaria e secondaria, costi di commercializzazione nonché il margine del gestore e il margine industriale).

A cosa serve la proposta di Monti?
La manovra del Premier vuole andare ad incidere principalmente sul margine lordo, consentendo ai singoli distributori di poter scegliere quale compagnia di volta in volta riesca a garantire il costo di distribuzione più basso, e residualmente sul costo della materia prima, consentendo ai distributori di andare a scegliere la compagnia che offre il prezzo più basso. Ricordiamoci che l’indice Platts è un valore consigliato del prezzo di mercato, suppongo possa sempre avvenire una contrattazione che preveda un prezzo di vendita diverso da quello consigliato. In altri termini, credo che sia sempre possibile che vi siano sconti per i propri fornitori privilegiati. 

CONCLUSIONI
Volendo essere ottimisti, di quanto mai potrà essere ridotto il costo della benzina se il margine lordo consiste del 7,21% e il costo della materia prima è legato all’indice Platts dal quale è difficile che si discosti? Facciamo un 3 o 4% al massimo? Ammetto che mi sembra un valore ottimistico, comunque benissimo che vada, il 4% porterebbe ad un risparmio pari a  6,96 cent. Ultima mia considerazione, ammesso che tale risparmio avvenga sarebbe però certamente contestuale ad un notevole abbassamento del servizio offerto dai distributori, tradotto in ulteriori licenziamenti tra i benzinai. 
Il self service, al gestore, costa molto meno del servito. 

11 commenti:

  1. Basta andare in una "pompa bianca" per verificare il risparmio. Io ne ho una a pochi chilometri da casa. Si risparmia 5-6 centesimi al litro rispetto al self-service di un distributore con il marchio...

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  2. @max quei prezzi non sono applicabili su tutte le pompe "marchiate" d'Italia

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  3. Voglio aggiungere un'importante voce di costo delle compagnie petrolifere. La Pubblicità. Che corrisponde circa a 15/20 cent a litro. Infatti il risparmio alle pompe "bianche" non è di 6 cent ma di 15/20.
    C'è però un secondo aspetto da valutare. secondo voi, una pompa marchiata AGIP, ha la libertà di comprare carburante da un altro fornitore che non sia eni? Quindi questa è una liberalizzazione inventata. E' un po' come se il negozio Gucci si mettesse a comprare e vendere Prada....mentre gli spacci (anche nei carburanti) esistono già, son già liberi di comprare da chi vogliono e fan fatica a sopravvivere poichè i grandi gruppi se li comprano appena nascono.

    Franco Pellero

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  4. Franco, sono d'accordo.

    Per far ripartire l'Italia abbiamo bisogno di riforme e liberalizzazioni coraggiose.

    Questa, se rimarrà così, non lo è.

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  5. Servono proposte di liberalizzazioni SERIE per far ripartire l'Italia! Non certo questo grandioso abbassamento (pensando positivi) di 6 cent. al litro! E' solo una manovra per far sembrare "meno cattivo di quello che sembra" il governo!

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  6. E brava Federica!
    E' proprio un bel lavoro che permette di farsi un'idea precisa su certi meccanismi e come vengano usate e abusate le suggestioni e i luoghi comuni per confondere le menti delle persone comuni. Le dinamiche sul prezzo della benzina rappresentano uno dei tanti esempi. Se poi si dovesse passare al mondo della finanza, degli spread e dei derivati, apriti cielo. Spesso mi chiedo se sia più un fatto di cultura o di comunicazione. Una cosa è certa, quando non si capisce abbiamo il diritto che le cose ci vengano spiegate. E se ci ritroviamo in troppi a non capire, allora vuol dire che qualcosa va cambiato e che non è più un fatto di comunicazione. Poichè in democrazia non può esistere una cultura dominante a scapito del consenso espresso dai numeri, è preciso compito della classe politica fare quanto è necessario perchè cultura e comunicazione non diventino strumento di condizionamento dei popoli ma della loro crescita. Ignazio

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  7. Ma le autostrade non erano state privatizzate? Non sono sotto il controllo del gruppo Benetton? Come puo' un presidente del governo alzare come gli pare e piace il prezzo di un servizio controllato da privati?? Stessa cosa per la benzina.. "I politici sono i camerieri dei banchieri" cit. E. Pound

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  8. @Mark La risposta è semplice, per far arricchire i Benetton. Questo è l'effetto delle privatizzazioni all'italiana....

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  9. Grazie a Claudio per aver trasmesso questa notizia e complimenti a Federica ...sopratutto per i collegamenti Platts-McGraw Hill- Standard & Poor's!
    Il "re e la sua corte" sono sempre più nudi e siamo sempre di più a vederlo, grazie alla rete ed a persone come voi, ma serve qualcosa di più.
    Costruiamo dal basso realtà economiche "nuove" (partecipative/sociali/glocali/coopetitive), che aumentino la ns.... resilienza e diventiamo incisivi: http://www.noinet.eu/on/
    Quello delle comunicazione è il progetto in più avanzata fase di realizzazione ma ce ne sono altri.
    Il principio fondamentale è mettere al centro gli esseri umani-l'equilibrio con la natura e si può applicare in qualunque attività:
    http://www.scecservice.org/wp/?page_id=67

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  10. Viaggiare in auto sta diventando un lusso.
    Per ridurre i costi dobbiamo diffondere l’uso del carpooling come nel resto d’Europa.
    Carpooling significa condividere l’auto, in pratica dare un passaggio in cambio di un contributo spese.

    Provate a iscrivervi su questo sito:
    www.avacar.it
    Si viaggia insieme, si condivide il proprio passaggio in auto e si dividono le spese di viaggio (es. benzina, parcheggi e pedaggi).
    Io lo uso e mi trovo benissimo!!!

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