Distesa di papaveri nell'estate salentina

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fotografia di Simone Massafra

domenica 5 febbraio 2012

In Italia le tasse più alte d'Europa. Così non si combatte l'evasione fiscale!


L'evasione fiscale è da condannare, su questo non ci sono dubbi, ma non possiamo ignorare la correlazione tra il mercato sommerso e l'imposizione fiscale che, per le imprese italiane, è la più alta d'Europa.
Su questo ho dibattuto con Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom, lo scorso venerdì durante la Puntata de L'Ultima Parola su Rai 2.
Potete assistere al nostro acceso dibattito guardando il video.

Di seguito, un articolo del  27 gennaio 2012 con tutti i dati.

Le aziende italiane pagano le tasse più salate d’Europa: l’imposizione fiscale rispetto al reddito imponibile, infatti, è pari al 58%, mentre in Germania è del 43%, in Gran Bretagna del 40% e in Spagna del 29%.
Da uno studio condotto da Confindustria e Deloitte, è emersa una situazione analoga a quella emersa dallo stesso studio effettuato nel 1996: le aziende italiane pagano le tasse più salate d’Europa: l’imposizione fiscale rispetto al reddito imponibile, infatti, è pari al 58%, mentre in Germania è del 43%, in Gran Bretagna del 40% e in Spagna del 29%. Soltanto la Francia supera questo carico, con il 60% complessivo, ma solo a causa dell’indeducibilità del compenso di amministratori esterni all’impresa. Osservatori internazionali sul fisco come l’Ocse confermano quanto emerso da questo studio, in cui sono stati considerati quattro Paesi campione, Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna, per confrontare, a parità di attività, l’onere fiscale di una S.p.a. in ciascuno dei Paesi. Per onere fiscale s’intende imposte sul reddito, imposte locali sugli affari, sugli immobili, imposte di solidarietà sociale e varie altre specifiche, nonché la tassazione del reddito in capo al socio. Ad esempio, una società che si occupa di ricerca nel campo dell’automazione dei processi industriali, con un fatturato di circa 27,5 milioni di euro, 180 dipendenti e un export del 65% della produzione, in Italia dovrebbe versare al Fisco 523.878 di euro, in Spagna 261.854 euro, ossia il 50% in meno. In Germania verserebbe 382.492 euro, in Gran Bretagna 355.643 euro e in Francia ne verserebbe 10.000 in meno.



9 commenti:

  1. D'accordo con Landini. Il lavoratore dipendente, il pensionato, il salariato, NON PUO' evadere le tasse, perché gliele prelevano dalla busta paga e dalla pensione. Difendere le PMI perché sono in crisi (è ovvio, le banche non si fidano più a prestare) e sono costrette ad evadere, sostenendo così che la colpa è delle tasse, è davvero infantile. In Svezia hanno una pressione fiscale più alta della nostra eppure l'evasione è pari a zero perché c'è proprio una diversa cultura. C'è maggiore fiducia nello Stato.

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  2. Dunque il discorso è proprio da spostare. Non si combatte l'evasione fiscale tartassando orizzontalmente tutti, ma con imposte FORTEMENTE progressive e andando a recuperare i capitali all'estero, bloccando la fuga del denaro. Evade chi può, il poveraccio è sempre fregato.

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    1. Chiaro che l'attuale livello di imposizione fiscale è assolutamente insostenibile nel lungo periodo..non solo a livello del lato particolare delle imprese, ma proprio a livello di equilibrio generale dell 'italia...tuttavia dobbiamo ricordarci che chi ha aumentato la pressione fiscale in modo così illogico è stato proprio colui che (a parole) le mani se le doveva tenere nelle tasche sue...è bene che la gente comune si renda conto di questo..anche per evitare spiacevoli (e non impossibili) sorprese alle elezioni 2013..

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    2. Ridurre le tasse al minimo ragionevole proprio non vi va, eh?
      Impostazione progressiva assicurata, ma tasse al minimo, fascia di reddito più bassa esentata e occupazione&crescita alle stelle. Ma invece siamo tutti fascisti e quindi non progrediremo manco se ci pagano.
      Oh, no, se ci pagano sì.

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    3. Ridurre le tasse al minimo ragionevole proprio non vi va, eh?
      Impostazione progressiva assicurata, ma tasse al minimo, fascia di reddito più bassa esentata e occupazione&crescita alle stelle. Ma invece siamo tutti fascisti e quindi non progrediremo manco se ci pagano.
      Oh, no, se ci pagano sì.

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  3. Nicola ridurre le tasse al minimo in che senso? ovvero quali tipi di tasse e su quali settori? e poi come far fronte al fabbisogno dello stato se , per ipotesi, si dovesse ridurre lla pressione fiscale indiscrinatamente? evitando risposte del tipo "le tasse ci sono perchè i politici mangiano" (lo so anch'io che è cosi ma a meno di improbabili rivoluzioni questo dato non cambierà, quindi atteniamoci a discorsi possibili :) )

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  4. Quale minimo? E soprattutto, le entrate dove le prendi? Poche tasse significa anche poca spesa pubblica e quindi crescita alle stelle. Oggi ti sembra possibile? La via keynesiana è migliore di quella neoliberista ma purtroppo siamo in Europa e quella paranoica della Merkel ha un fottuto terrore dell'inflazione. Se così non fosse già staremmo molto meglio. La BCE non è la FED, oltretutto.

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  5. Certo che in Svezia hanno una pressione fiscale maggiore che da noi ,però hanno pure i servizi ,Noi oltre a pagare le tasse dobbiamo ripagare per qualsiasi cosa dobbiamo fare ,ticket ospedale ,pedaggi autostrada ,tasse scolastiche, canone tv,marche da bollo per certificati ,bolli auto ,posso andare avanti all'infinito se vuoi,prova a chiedere agli Svedesi se oltre alle tasse pagano anche tutte queste cose !

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  6. @ Rick Caro rick, guarda che Operai, Dipendenti, pensionati e lavoratori stipendiati, ogni volta che acquistano un bene o un servizio senza farsi fare la fattura (vedi l'idraulico che viene a casa, il meccanico, il medico, etc) evadono l'IVA, che è una tassa che viene pagata dai consumatori finali.
    Secondo me aumentare le tasse aumentando contemporaneamente il pugno duro della GDF non può influire sulla mentalità di un'intera popolazione... se invece introducessimo il principio per cui è possibile detrarsi dal reddito imponibile tutte (ma proprio tutte) le spese sostenute in un anno, dai vestiti, alla macchina, al cappuccino della mattina, tutti inizierebbero a chiedere ricevute fiscali e sarebbero gli stessi consumatori a controllare la regolare emissione di ricevute, fatture e scontrini.

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