Troppo presto per determinare colpevoli in processi mediatici.
Le aule della giustizia non si trovano in TV ma, la televisione, è il familiare in più dentro le nostre case. I volti ed i nomi che ne fanno parte si introducono nella nostra quotidianità diventando, parte della nostra vita.
Per questo motivo, quando un attacco al cuore della nostra Italia viene perpetuato, non è possibile che la programmazione televisiva continui come se nulla fosse.
Lustrini, paillettes, balletti e sit-com non possono estraniarsi dal contesto, stridere con il lutto che ognuno di noi sta provando.
Nelle unioni si condividono gioie e dolori e anche nel matrimonio tra media e pubblico bisogna saper rispettare il lutto.
Di un intero popolo, non solo di una piccola città.

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