Distesa di papaveri nell'estate salentina

Distesa di papaveri nell'estate salentina
fotografia di Simone Massafra

lunedì 30 gennaio 2012

Ode al Salento, amante passionale dalla pelle abbronzata e vellutata dall'olio d'oliva.



Dopo aver vissuto fuori ed aver viaggiato per svago e (soprattutto) lavoro, capisco qual è la forza del Salento: noi salentini.

Non c'è spot migliore per una terra della gente che vi è nata.

Perchè siamo così, possiamo criticare Lecce e la sua provincia mentre la viviamo ma, se ci allontaniamo anche di un solo passo dalla terra rossa che ci ha generato, iniziamo a descriverne l'atmosfera, ne facciamo ascoltare la musica, assaggiare i sapori, disegniamo nella mente di chi ci ascolta i contorni vividi di una terra calda e ospitale che difficilmente si dimentica.
Questo Amore, viene trasmesso di bocca in bocca, sussurrato, ripetuto e alla fine, quando i turisti vi approdano, si immergono subito nei nostri colori e vengono accolti a braccia aperte nelle nostre strade.

Questa forza comunicativa inesauribile ed entusiasta è quello che ogni ufficio di marketing, anche il più glitterato, cerca di riprodurre a suon di slogan e spot.
Ma non basta inserire un tricolore per far sentire l'orgoglio di appartenere ad una città o ad una nazione.
Bisogna essere fieri di farne parte.

Per noi salentini è così, litighiamo con la nostra terra come con un'amante passionale che ti graffia con le unghie la pelle e poi, quando ce ne allontaniamo, ne bramiamo il sapore, la pelle scurita dal sole e vellutata dall'olio d'oliva.

Per questo motivo, ogni volta che salgo su un aereo diretto a casa sono felice, di tornare.
Dalla mia grande famiglia, non nella mia piccola città.

venerdì 27 gennaio 2012

Nessuno ci chiama codardi! Articolo integrale di "der Spiegel" in italiano.




Il famoso giornate tedesco "Der Spiegel" dedica la copertina alla tragedia della Concordia.
Credevo che le reazioni in rete fossero esagerate invece, leggendone la traduzione completa, comprendo che il problema dell'Unione Europea è molto più profondo di quanto crediamo e non riguarda la moneta unica.
Non dipende dal Premier che avremo o delle politiche economiche che attueremo, ci sono problemi antichi che non sono mai stati risolti.

Di seguito l'articolo.

Titolo: Omissione di soccorso all'italiana
Autore: Jan Fleischhauer
Data di pubblicazione: 23 gennaio 2012
Traduzione di Claudia Marruccelli e Isabella Rossi per italiadallestero.info

Siamo sinceri: qualcuno si è meravigliato che il capitano coinvolto nella tragedia della Costa Concordia fosse italiano? Qualcuno riesce ad immaginare che un capitano tedesco o, meglio ancora, uno britannico avrebbero potuto compiere una tale manovra, comprensiva di omissione di soccorso?

Un personaggio così lo si conosce in vacanza al mare. E’ un uomo dalle azioni plateali e che gesticola mentre parla. In linea di massima si dimostra innocuo, ma non lo si dovrebbe fare avvicinare troppo ai macchinari pesanti. Fare “bella figura” si chiama lo sport nazionale italiano che consiste nel dare una buona impressione di sé. Anche Francesco Schettino voleva fare bella figura, ma si è trovato in mezzo uno scoglio.

D’accordo, questa era una mossa davvero scorretta. Abbiamo da tempo perso l’abitudine di mobilitare stereotipi culturali nei giudizi espressi nei confronti dei nostri vicini. E’ considerato un modo retrogrado o, peggio ancora, razzista (anche se, tanto per rimanere in tema, non è del tutto chiaro fino a che punto l’italianità possa già di per sé costituire una razza).

Il carattere nazionale è un po’ come le disparità fra i sessi. Anche se sono state abolite da tempo, nella vita quotidiana ci andiamo a sbattere continuamente contro. Basta trascorrere un solo pomeriggio all’asilo per mettere in discussione tutto ciò che la pedagogia illuminata ci ha insegnato sulla costruzione sociale del genere maschile e femminile. Effettivamente c’è tutto un mercato clandestino che campa in maniera più che discreta sulla differenza tra Marte e Venere e su come affrontarla. A tale istruzione per l’uso fa da pendant la guida turistica che ci introduce nelle caratteristiche proprie, e quindi nella tipicità, di una cultura straniera.

In qualche modo, almeno mediaticamente, continua a nascondersi in noi l’unno

Sono soprattutto i tedeschi ad avere un problema con le attribuzioni culturali. Per esempio gli inglesi ci considerano da sempre non particolarmente dotati di senso dell’umorismo, nonostante anni di satira e cabaret di artisti importanti come Mario Barth, o Achtung Kabarett, Hagen Rether. I francesi, invece, prendono in giro la cucina britannica e i belgi la presunta avarizia degli olandesi.

Noi conosciamo il carattere nazionale solo in senso negativo, come autoaccusa. Appena saltano fuori da qualche parte un paio di ragazzi che sbraitano stupidità, imperversa sulla stampa il sociologo ed esperto in conflitti Wilhelm Heitmeyer, e spiega perchè la pace sociale sia in pericolo (“situazione esplosiva”) e che incombe una ricaduta.

In un modo o nell’altro, fino ad oggi è rimasto in noi l’unno che aspetta solo di tornare a battersi. E stranamente funziona sempre.

Non occorre scomodare la genetica, per arrivare alla conclusione che le nazioni si distinguono tra loro. Esistono infatti motivi climatici e anche la lingua ha la sua importanza. Normalmente questo è secondario, ma nessuna politica dovrebbe basarsi sulla considerazione che le frontiere conservano il loro significato solo in senso figurato. Cosa può succedere quando per motivi politici si trascura la psicologia dei popoli, lo evidenzia la crisi monetaria, che in questi giorni abbiamo perso di vista solo perchè “l’uomo nel castello” ha accentrato tutta l’attenzione su di sé. Lo scoglio davanti alla nave qui sono i tassi d’interesse del mercato.

Difetto congenito dell’euro? La camicia di forza per culture diverse

Se ora dappertutto si parla delle diverse capacità di prestazione dei paesi, allora questo è un modo pulito per affermare che alcuni stereotipi hanno, invece, la loro fondatezza. Il difetto congenito dell’euro è stato racchiudere così tante diverse culture economiche nella camicia di forza di un’unica moneta. Per riconoscere che la cosa non poteva funzionare non era necessario aver studiato economia politica, sarebbe bastata una visita a Napoli o nel Peloponneso. Adesso si cerca disperatamente una soluzione. La risposta della cancelliera è che tutti diventino come noi. Si vedrà come andrà a finire.

Le nazioni possono cambiare. Questa, volendo, è la consolazione. Gli italiani duemila anni fa dominavano su un impero che si estendeva dall’Inghilterra all’Africa. I tedeschi, nel frattempo, hanno difficoltà a garantire il traffico ferroviario quando c’è troppa neve e ghiaccio. Talvolta ci vuole, infatti, molto tempo per sfatare alcuni stereotipi. A volte più di una generazione.

L’ambasciatore della Repubblica Italiana, Michele Valensise, ci ha inviato la seguente lettera in riferimento alla rubrica di qui sopra:

L’articolo di Jan Fleischhauer dal titolo “Omissione di soccorso all’italiana” mi ha lasciato basito e adirato. Certamente sostengo la libertà di critica, ma gli argomenti di quell’articolo sono per l’Italia tanto offensivi quanto infondati. Mi sorprende che un così rinomato giornale come Spiegel Online dia spazio ad affermazioni così volgari e banali.

Rammarica soprattutto il fatto che il giornalista, accanto a tanti luoghi comuni, metta sullo stesso piano, senza riguardi, la responsabilità di un singolo individuo e quella di un intero popolo. Comprendo il desiderio di Spiegel Online di scrivere qualcosa di politicamente scorretto, ma in questo caso si tratta di una provocazione gratuita che io, anche in nome dei miei concittadini che hanno espresso il loro sdegno nei confronti dell’articolo, rispedisco al mittente. Perché in questa questione vengono tirati in ballo tutti gli italiani?

Il signor Fleischhauer non ha notato che, lì oltre al capitano della „Costa Concordia“, tra l’altro oggetto di un’indagine penale, c’erano istituzioni e persone che hanno fatto del loro meglio per salvare vite umane e limitare i danni della tragedia? Ed è proprio convinto della inaffidabilità di un’intera nazione? Non ha mai incontrato nessuno, come ad esempio i lavoratori italiani che ho incontrato nei giorni scorsi a Wolfburg, che svolge il proprio lavoro con dignità e dedizione ottenendo apprezzamento generale?

Consiglio al signor Fleischhauer di lasciar perdere generalizzazioni basate sulla razza. Sono cose di ieri che nessuno rimpiange. Si rilassi e venga a trovarci in Italia. Troverà un paese ospitale, capace di uno slancio sorprendente da parte di singoli individui e di un’intera comunità, un paese che cerca di reagire ai pregiudizi con il sorriso senza improvvisare strani tribunali.


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giovedì 26 gennaio 2012

Diario di Viaggio: verso l'evento nazionale #formattiamoilpdl - Puntata 1




Spero di non deludervi, ma in questo diario di viaggio non vi narrerò avventure in terre esotiche però, la meta che ci prefiggiamo è molto più ardua e impervia da raggiungere.

Da tempo, tra i militanti e giovani del Pdl si sentiva un moto di insoddisfazione crescente, la fusione di due partiti diversi, le elezioni, il Governo, gli scandali e per non ultima la crisi, hanno messo alla prova anche i più veementi sostenitori del partito.
Io ero tra quelli e questo blog è nato un anno fa proprio per raccogliere sfoghi ed idee.

Nel mese di Dicembre 2011, i ragazzi di Palma Campania (guidati da Nello Donnarumma) hanno dato il nome a questa necessità di rinnovamento con uno slogan: "Formattiamo il Pdl"!

A Gennaio, dopo uno scambio di tweet tra Alessandro Biafora e Andrea Di Sorte, lo slogan si trasforma spontaneamente in hashtag e spopola fra i fruitori di Twitter.

Cosa sia #formattiamoilpdl, non devo dirlo io.
Lo hanno definito le migliaia di persone che hanno scritto proposte, avanzato dubbi, alimentato il dibattito.

Quello che appare chiaro è che la miccia è stata accesa.
Tutta l'adrenalina, l'energia incamerata nell'ultimo periodo, sta per esplodere con il fine di rigenerare un partito che non ha mai trovato una propria identità.

Adesso inizia la Fase 2 e con lei il nostro viaggio.

La politica non può restare solo sul web, altrimenti anche la più fulgida iniziativa rischia di spegnersi.
Così, questa mattina abbiamo svolto a Roma la prima riunione per organizzare l'incontro nazionale di formattiamo.

Per la prima volta in un partito di Destra, l'intero incontro è stato trasmesso in streaming, al fine di garantire la massima trasparenza e partecipazione.
C'è chi ha telefonato, chi ha commentato live via twitter, ognuno ha avuto la parola.

Il viaggio è impervio ed incontreremo molte difficoltà, perchè c'è chi potrebbe interpretare questa iniziativa come una divisione dal partito, ma non è così.
Un movimento politico senza dibattito al suo interno è morto.
Il confronto che parte dalla base è l'unico modo per riconquistare i cuori e le menti di chi ha sempre militato per passione.

Ci saranno altri incontri, luoghi e date da definire.
Nel frattempo, unitevi su twitter alla discussiome:

FORMATTIAMO IL PDL!


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mercoledì 25 gennaio 2012

Emilio Fede: "Vorrei andare in Parlamento assieme a mia moglie" EPIC FAIL



Mentre nel PDL si dibatte su un nuovo codice etico per scegliere i futuri candidati, il direttore del TG4 ci riporta indietro di 5 anni, chiedendo di trascorrere la sua pensione in Parlamento dove già da tempo è impiegata la moglie.


Ecco, le sue dichiarazioni durante l'intervista alla Zanzara:


“Spesso Berlusconi mi ha proposto la candidatura in Italia e ho sempre detto di no perchè volevo restare al Tg4. Però a giugno quando lascerò la direzione glielo chiederò. Non mi dispiacerebbe andare in Parlamento”.
"La candidatura potrebbe entrare nella trattativa per lasciare il Tg4?" 
Fede risponde: 
“Non tratto con Berlusconi, però mi piacerebbe fare un’esperienza in Parlamento, magari insieme a mia moglie che è già senatrice“.

Il Parlamento non è il luogo dove trascorrere l'inverno della propria vita ma dove far rinascere la primavera italiana di cui abbiamo bisogno.

Basta, non dobbiamo più accettare queste esternazioni, bisogna prendere una posizione netta nei confronti di chi svilisce i ruoli istituzionali della nostra politica.
Subito.

martedì 24 gennaio 2012

Comunali a Lecce, ammettiamolo, Perrone è perdente.

Oggi cercavo in  rete dei sondaggi che confermassero o confutassero la mia sensazione riguardo l'esito delle prossime elezioni comunali a Lecce.
Purtroppo, i dati che ho trovato, confermano le mie aspettative: in uno scontro diretto Paolo Perrone Vs Loredana Capone, vincerebbe la candidata del PD, che ha sconfitto alle Primarie Carlo Salvemini.

Pubblicato il 15/12/2011

Inutile nascondersi dietro ad un dito, o fingere nelle interviste e nei confronti TV che tutto vada bene.
Ammettere la propria difficoltà non rende un partito meno virile e nessuno di noi vuole che si giochi una "campagna a perdere" in cui la poca motivazione degli attori in gioco decreti in anticipo quello che per ora è solo un' eventualità.


Se si votasse domani, secondo me, il Comune di Lecce cambierebbe colore.


Adesso, come fare per ribaltare questa situazione?
Coinvolgendo la base, domandando quello che non va, facendo avanzare proposte a quei militanti che hanno sempre portato alla vittoria la Destra leccese, bussando alle porte, fermando i passanti ed imbustando santini e fac-simile.


A destra abbiamo bisogno di confrontarci, lottare è nella nostra indole ma alla fine ci uniamo, sempre.


Ridateci il dibattito all'interno delle sezioni, chiedete cosa si vuole cambiare e cosa non è andato bene, senza arroganza e ammettendo eventuali errori.
Non limitiamo il confronto ad una guerra tra numeri di tessere, questo non fa crescere nè vincere e le ultime tornate elettorali lo hanno dimostrato.
Siamo ancora in tempo, ma non possiamo permetterci di perderne altro.

lunedì 23 gennaio 2012

Nichi, amico mio! (Sinistra Ecologia e Omertà)


di Alessandro Biafora


Ognuno di noi ha almeno un Santo in Paradiso. 
Dico almeno perché averne uno é un diritto, averne un paio è un privilegio.
Poi c'é anche chi, i santi li ha nelle Procure.

Proprio oggi (23 gennaio) Carlo Vulpio, giornalista dalle pagine de "IL GIORNALE", ci informa dei comportamenti di alcuni pm nei confronti del Presidente Vendola che, se realmente accaduti, sono classificabili sotto la voce "Tarallucci&Vino".

Di seguito la storia: il comune mortale Vulpio, apostrofato più volte dal compagno-poeta Vendola come "provocatore" e "mandante morale" di intimidazioni nei suoi riguardi e della sua giunta (a seguito d'inchieste giornalistiche mai smentite), ha visto archiviare le querele contro il Governatore pugliese con le giustificazioni più disparate dai tutori della legge coinvolti.

La pm Romana Pirrelli (moglie di un senatore PD) si astiene dal giudizio perché dice di essere "molto amica di Vendola". Così interviene il procuratore capo Emilio Marzano (area DS) che archivia il caso con seguente motivazione:

"é vero che Vendola ha diffamato Vulpio, ma lo stesso Vulpio lo ha provocato". 
Quasi come giustificare un ladro,che ha commesso un reato, ma è stato tentato 
dalla vista del bottino!
Vulpio, uomo vicino all' IDV, ci aiuta a capire come il problema di una "certa" giustizia è diventato un ostacolo sociale, a prescindere dall'appartenenza politica.
Sorge spontanea una domanda: 
noi, semplici uomini di questa splendida Repubblica, siamo ancora tutelati?
In ogni caso, è opportuno che venga fatta chiarezza in merito a questa vicenda, 
altrimenti da "Sinistra Ecologia e Libertà" passeremo a "Sinistra Ecologia e 
Omertà".

Lettera inviata dal giornalista Vulpio e pubblicata oggi da "Il Giornale"

Nichi, ma che stai a dì? - Le frasi più divertenti pronunciate ieri da Vendola -


Un brillante giornalista del Foglio, Claudio Cerasa, ha lanciato sul suo blog una raccolta con le frasi più divertenti pronunciate dal Governatore Nichi Vendola.
La sua iniziativa, ieri, si è trasformata in un tormentone su twitter, dove tutti gli utenti commentavano in diretta l'intervista di Vendola su La7 riportandone le uscite più brillanti.

Ecco a voi, un riassunto, ad opera di Davide Galletta, amministratore della pagina: L'incomprensibile linguaggio di Nichi Vendola per VivendolaPuglia.

"All'isola del Giglio, un paradiso naturale del nostro Mediterraneo, una perla improvvisamente e improvvidamente scheggiata e oltraggiata, è naufragata penosamente un'idea di modernità fatta di mercificazione globale e di selvaggia diseguaglianza."

"C'è una girandola di domande che ruota attorno alla politica, ma la politica discetta dei vizi e delle virtù dell'animo umano. Noi sentiamo come insopportabile il tentativo violento di rimuovere, di abolire quelle domande. Non è previsto un calcolo dello spread sociale, o ambientale, o culturale. Noi quelle domande le vogliamo ascoltare: investono persino il senso del vivere associato. Chiamano in causa le prerogative del genere umano anzi umanizzato, prerogative smarrite nei labirinti dell'individualismo celebrato dalla Lady di quel ferro liberista che ha percosso le nostre comunità di lavoro e di sentimento. Noi le dobbiamo sapere intendere, sondarle, tradurle, quelle domande. "

"C'è sempre un'emergenza che può consentire alla tecnocrazia di temperare il calore della democrazia, magari con una gelata di diritti sociali, e con un'afasia collettiva che ci impedisce di dire che si è stanchi di avere paura, stanchi di aspettare il futuro come una minaccia oscura, stanchi di non poterci più neppure difendere dalla palude di questa spoliticizzazione obbligatoria che rende facile l'accrescersi del potere e del sapere specialistico della finanza."

"Oggi con il decreto sulle liberalizzazioni siamo difronte all'ennesima dimostrazione di come, non per cattiva volontà ma per una ragione di cultura e di natura del governo Monti , riesce facile colpire gli interessi dei corpi intermedi della società, magari colpendo anacronistici recinti di privilegio corporativo."

Potete seguire, e partecipare, usando l'hashtag twitter: #nichimachestaiadi

mercoledì 18 gennaio 2012

Federica Vs. GELMINI - La legge è uguale per tutti -



Come promesso, la mattina di venerdì 13 Gennaio, ho condiviso con voi gli ospiti e i temi che si sarebbero affrontati durante la puntata de "L'Ultima Parola", in onda su Rai 2.

In studio erano presenti: Maria Stella Gelmini, Gianni Fava e Sergio Chiamparino.

Impossibile non parlare del caso Cosentino e del voto alla Camera che lo ha salvato dal carcere preventivo.

Oltre tutti i pareri personali sulla colpevolezza di Cosentino, ci penserà la magistratura a giudicare, il principio per cui si debba applicare il garantismo solo per le persone il cui nome inizia per on. non mi va giù.
Chiunque è suscettibile a ricatto, che sia un imprenditore, un dirigente pubblico, un medico.. perchè tutelarne solo una categoria?

Se davvero si pensa che il carcere preventivo sia un abuso di potere, che la legge sia uguale per tutti.


domenica 15 gennaio 2012

#formattiamoilpdl per ristabilire la fiducia nella politica


La fiducia nella classe politica in Italia ha raggiunto, durante l'ultimo Governo, minimi storici.


Trasversalmente, gli eletti vengono percepiti dalla maggior parte della cittadinanza attiva come banditi che rubano il proprio stipendio a danno dei cittadini.


Questo è sbagliato.


Non dimentichiamo che il tessuto politico è fatto anche da tanti bravi amministratori locali che lavorano senza gli onori della cronaca e, per questo, non ne conosciamo le gesta ed i sacrifici.


I leader politici nazionali che hanno fallito si devono rinnovare e la base di Destra e Sinistra ora deve far sentire la propria voce. 
In questi anni, abbiamo criticato duramente i nostri governanti, ora è arrivato il momento di proporre.


Cosa ne pensate?


sabato 14 gennaio 2012

Il Giornale, oggi, dedica un articolo a ViVendolaPuglia

clicca per ingrandire
E' bello svegliatsi in una limpida giornata milanese, aprire il quotidiano e trovare un intero articolo basato su un post pubblicato su questo blog pochi giorni fa dove abbiamo approfondito il reale impatto della liberalizzazione di Monti sul costo della Benzina.

Scoprendo, inoltre, che il prezzo del greggio viene determinato da Platts, una compagnia americana fondata nel 1909, che oggi fa parte del gruppo McGraw Hill.
Il suo business è quello di determinare il prezzo di mercato delle principali materie prime raffinate, quali benzina, gasolio, metalli, energie elettrica, carbone, etc. etc. Tanto per dare da pensare ai teorici del complotto, l’agenzia di rating  Standard & Poor's è anch’essa detenuta dalla McGraw Hill ed è dunque strettamente legata all’indice Platts.

Di seguito, il testo dell'articolo pubblicato oggi a firma di Pier francesco Borgia.

Roma - Sono bastate le prime indiscrezioni suldecreto legge riguardante la «liberalizzazione» dei benzinai per far cantar vittoria alle associazioni dei consumatori. Eppure i conti non tornano. E forse gli stessi paladini
del cittadino dovrebbero rivedere al ribasso i loro sogni di risparmio. Abbiamo infatti scoperto grazie al web che alcuni giovani blogger partendo dagli stessi numeri sono arrivati a conclusioni affatto differenti. (...)

Eppure queste associazioni, così come lo stesso governo che ha pensato il decreto, non si accorgono che scorporando il costo della benzina si può capire come il margine su cui andrà a incidere la liberalizzazione sia troppoesiguo per far cantar vittoria.
Ci hanno pensato due ragazzi pugliesi a verificareogni singolo dato e i loro risultati sono finiti su un blog, cliccatissimo in queste ore. Ulrico Viganotti e Federica de Benedetto hanno pubblicato su vivendolapuglia.blogspot.com un’indagine che dà un’idea concreta dei futuri effetti di questa liberalizzazione.
I due giovani economisti dividono i costi in «industriali» e «fiscali». La prima categoria viene a sua volta divisa in materia prima e margine lordo. Il primo è il costo delcarburante raffinato secondo le quotazioni di
Borsa(in dollari). È da quello che partono le compagnie per fare il loro prezzo. Mentre il margine lordo copre tutte levoci della filiera della distribuzione.Ebbene i costi fiscali gravano per il 59,31%. Mentre il costo della materia prima è pari al 33,48%. Quindi, spiegano i due giovani blogger, gli effetti della liberalizzazione di Monti si produrrano sul restante 7,21% del margine lordo. E la conclusione dei due giovani economist ipugliesi è più pessimista rispetto agli urrà dei paladini dei consumatori. «Di quanto mai potrà essere ridotto il costo della benzina se agisce su questo margine lordo del 7,21%?Ad essere ottimisti si può ridurre il costo fino al 4%. E cosa si otterrebbe? Un misero risparmio di 7 centesimi al litro!» Non considerando, poi, che questa «deregulation» spingerebbe molte stazioni di servizio a favorire i self service, riducendo il personale con gravi conseguenze sull’occupazione.



Chi sono?



Dopo diversi mesi di attività sul blog ho deciso di girare un video per rispondere alla domanda che più spesso mi è stata posta: "Chi sei?".
Ecco la mia presentazione in 4 minuti.

Questa sera ci vediamo su "L'Ultima Parola", il programma di approfondimento politico su Rai 2 che va in onda alle 23.40.
Forse avrò la possibilità di porre una domanda, in 30 secondi, ai nostri uomini politici.
Riuscirò a contenere la mia enfasi? Vedremo... ;)


mercoledì 11 gennaio 2012

Capone e Salvemini: confronto diretto con domande a bruciapelo, chi preferite?

Grazie a Rino Scoppio per la foto
Essere sui social network non significa, necessariamente, essere social.
La rete è uno strumento che avvicina, collega e arricchisce ma, se usata male, torna indietro come un boomerang di cattiva reputazione.
Ne sono un esempio molti uomini politici ed alcuni programmi TV che si limitano a parlare di internet senza farlo interagire e partecipare sul serio nel dibattito.

L'altro ieri si è svolto a Lecce il confronto fra i 3 candidati alle primarie del PD, il cui vincitore sfiderà il candidato del PDL come Sindaco della città.

Dagli organizzatori (salentowebtv e 20centesimi), mi è stata data l'opportunità di intervenire ma, in realtà,  le due domande sono state poste da voi tramite Facebook e Twitter.
Ecco le loro risposte.
Chi preferite?

1. Cosa proponete per far tornare i giovani leccesi, che hanno studiato e ora lavorano al nord, nella nostra città?

durata: 4 minuti

2. Il Sindaco di ogni città potrà decidere se abbassare o alzare la tassa sulla casa (IMU), in caso di elezione, cosa fareste?

durata: 3.57 minuti

lunedì 9 gennaio 2012

Critico Vendola come amministratore, mi sono indifferenti le sue scelte sentimentali

Santa Irene, Lecce
Nei giorni scorsi è diventato un caso nazionale il «signorina» che l'assessore al Traffico del Comune di Lecce, Giuseppe Ripa, ha usato per definire il Governatore Vendola, commentando lo status del Sindaco, Paolo Perrone, in cui si criticavano le azioni del Governatore in ambito sanitario regionale.

Ecco il passaggio incriminato:

«In natura esistono solo due tipi di generi umani: l’uomo e la donna», scrive Ripa, «il resto viene classificato scientificamente come “turbe della psiche ”, patologia che rientra nelle competenze della scienza sanitaria in generale e della psicanalisi in particolare. Orbene, nessuno vuol dare in testa al paziente provato da tali turbe psichiche. Per carità, il mio credo religioso mi ha insegnato la tolleranza. Tutto il mio rispetto per il diverso. Ma non si può passare un’anormalità per normalità perché di questo andazzo sta morendo la nostra società».

Essendo questo un blog che ha condannato con fermezza il Presidente della Regione Puglia, tengo a specificare che non condivido l'amministratore, ma non giudico l'uomo e tantomeno le sue scelte di natura privatissima.

Continuerò a criticare Vendola, quando sbaglierà, ma lotterò anche contro coloro che per ignoranza contribuiscono ad abbassare il livello della dialettica politica, dimenticando che sono stati eletti per essere a servizio dei cittadini.

Da pochi minuti, si è diffusa la notizia che Ripa si è dimesso.

Giusto così, il colpevole è stato punito.

Adesso, e mi rivolgo ai candidati del PD per la poltrona di Sindaco della città, tornate a confrontarvi con l'attuale primo cittadino su temi concreti, se continuerete a strumentalizzare questo episodio, come campagna elettorale, i cittadini capiranno che non avete argomenti migliori per il futuro di Lecce.

sabato 7 gennaio 2012

La verità sul prezzo della Benzina in Italia



Il Governo Monti presenterà nelle prossime settimane un decreto legge volto all’abbassamento del prezzo della benzina, svincolando i singoli distributori dall’acquisto obbligato del carburante dalla propria compagnia petrolifera di riferimento.

Mi sono quindi chiesta:
in che modo può incidere questa liberalizzazione sul reale costo della benzina a noi consumatori?
Ho cercato il dettaglio che definisce il prezzo dei carburanti in Italia, per capire quanto il margine delle compagnie petrolifere incida davvero sul prezzo finale.
La maggior parte degli articoli ripetevano i soliti dati con le accise della guerra in Abissinia o il disastro del Vajont. Ma queste sono solo alcune delle accise che negli anni sono state gravate sulla produzione dei carburanti. Ho così raccolto dati da varie fonti, arrivando alla seguente conclusione, come sempre suscettibile a migliorie grazie al vostro contributo.

Come si determina il prezzo della Benzina?

Il primo passo per iniziare a comprendere quali fattori influiscono sul prezzo finale dei carburanti per autotrazione (benzina e diesel) in Italia è sicuramente quello di scomporre il costo alla pompa in due principali COMPONENTI:  vi è infatti un componente INDUSTRIALE ed uno FISCALE.
1 - COMPONENTE INDUSTRIALE
Il componente industriale è a sua volta scomponibile in due macroaree di facile comprensione:
Il costo della MATERIA PRIMA
Occorre ora specificare che il costo della materia prima non è legato, come molti credono,  all’andamento del costo del Greggio, bensì esso è fortemente correlato all’andamento della c.d. quotazione Platts Cif High Med del relativo prodotto raffinato. Tale indice rappresenta infatti il valore a cui le raffinerie possono vendere una tonnellata di benzina o di gasolio in quel dato giorno. Platts è una compagnia americana fondata nel 1909, che oggi fa parte del gruppo McGraw Hill. Il suo business è quello di determinare il prezzo di mercato delle principali materie prime raffinate, quali benzina, gasolio, metalli, energie elettrica, carbone, etc. etc. Tanto per dare da pensare ai teorici del complotto, l’agenzia di rating  Standard & Poor's è anch’essa detenuta dalla McGraw Hill ed è dunque strettamente legata all’indice Platts. Per chi volesse acquistare tale fonte di informazione ecco il link:  http://www.platts.com/Products/europeanmarketscan/Oil/ALL/PriceAssessmentIndices
Faccio presente che l’indice Platts espone i prezzi in dollari per tonnellata metrica ($/mt). Occorre dunque tenere a mente anche l’andamento del tasso di cambio €/$ al fine determinare il costo della materia prima. Inoltre, sappiate che 1tonnellata metrica è pari a 1000kg, che la densità media della benzina è pari a 710Kg/m3 e che 1m3 è pari a 1000litri, ricordatevi di convertire il costo per tonnellata metrica (1000kg) in costo al litro. Io l’ho fatto nell’esempio più avanti partendo da un bollettino “sample” trovato sul sito della Platts che riportava un valore pari a 1044 $/mt che secondo i miei calcoli risulta pari a 0,5825 €/lt
Il MARGINE LORDO 
Il margine lordo è solitamente pari a circa il 7-15% del prezzo finale del carburante ed è  l’aumento di prezzo che serve a remunerare tutti i restanti passaggi della filiera… distribuzione, erogazione, etc. Per intenderci, il guadagno del singolo benzinaio è una parte del margine lordo.
2 – COMPONENTE FISCALE
Il componente fiscale si suddivide anch’esso in due sottocategorie:
ACCISE sui carburanti, Nazionali e Regionali
IVA – essendo un imposta sul valore e quindi sul prezzo di un bene viene applicata anche sull’importo dell’accisa, determinando l’odioso fenomeno della tassa sulla tassa.
 Attualmente l’accisa Nazionale sui carburanti risulta pari ad euro 704,20 per ogni 1000 litri di benzina e pari a euro 593,20 per ogni 1000 litri di gasolio. L’aliquota IVA da applicarsi sui carburanti è pari al 21%.
IL PREZZO ALLA POMPA 
Se consideriamo dunque tutti questi costi, potremmo scomporre il costo finale di un litro di benzina nel seguente modo:

Quotazione PLATTS (Materia Prima): €/lit 0,5826*
Margine Lordo: €/lit. 0,1254
ACCISE: €/lit. 0,7042
IRBA Puglia: €/lit. 0,0258** 
IVA 21%: €/lit. 0,3020 
Totale:  €/lit. 1,74

*Fonte: European Marketscan Bollettino Platts del 11/07/2011 per Premium Unleaded Gasoline 10ppm Italy. 1044,00 $/mt - Tasso di cambio €/$ del 07.01.2011 a 1,272 - Densità benzina 710Kg/mc
**Ho preso come riferimento l’imposta della mia regione, la Puglia: http://tributi.regione.puglia.it/web/guest/irba-approfondimento

Possiamo notare che il componente fiscale pesa per un buon 59,31% sul prezzo finale della benzina.
Il costo della materia prima invece solo il 33,48%, mentre il margine lordo risultante condiziona il prezzo finale solo per il 7,21%.
Tengo a precisare che questo 7,21% serve a remunerare tutti i restanti passaggi della filiera da quando la benzina esce dalla raffineria fino a quando giunge a noi (stoccaggio, distribuzione primaria e secondaria, costi di commercializzazione nonché il margine del gestore e il margine industriale).

A cosa serve la proposta di Monti?
La manovra del Premier vuole andare ad incidere principalmente sul margine lordo, consentendo ai singoli distributori di poter scegliere quale compagnia di volta in volta riesca a garantire il costo di distribuzione più basso, e residualmente sul costo della materia prima, consentendo ai distributori di andare a scegliere la compagnia che offre il prezzo più basso. Ricordiamoci che l’indice Platts è un valore consigliato del prezzo di mercato, suppongo possa sempre avvenire una contrattazione che preveda un prezzo di vendita diverso da quello consigliato. In altri termini, credo che sia sempre possibile che vi siano sconti per i propri fornitori privilegiati. 

CONCLUSIONI
Volendo essere ottimisti, di quanto mai potrà essere ridotto il costo della benzina se il margine lordo consiste del 7,21% e il costo della materia prima è legato all’indice Platts dal quale è difficile che si discosti? Facciamo un 3 o 4% al massimo? Ammetto che mi sembra un valore ottimistico, comunque benissimo che vada, il 4% porterebbe ad un risparmio pari a  6,96 cent. Ultima mia considerazione, ammesso che tale risparmio avvenga sarebbe però certamente contestuale ad un notevole abbassamento del servizio offerto dai distributori, tradotto in ulteriori licenziamenti tra i benzinai. 
Il self service, al gestore, costa molto meno del servito. 

mercoledì 4 gennaio 2012

Vendola: Benzina in Puglia +2,5 cent.


Era il 12 Ottobre 2011 quando l'assessore al Bilancio, Michele Pelillo, diffondeva la seguente nota:

“voglio rassicurare i cittadini pugliesi che all’esame del mio assessorato non esiste alcuna ipotesi di aumento dell’accisa sulla benzina. Nonostante i tagli operati dal Governo nazionale e le tante esigenze che emergono ogni giorno nella nostra regione, sono assolutamente contrario all’aumento di qualsivoglia tassa o imposta".

Il 21 dicembre, Vendola comunica che a causa "degli insopportabili quanto violenti tagli del Governo", la sua Giunta è costretta ad aumentare di 2,5 cent. a litro la tassa sui carburanti in Puglia a partire dal 1° Gennaio 2012.
L'assessore al Bilancio Michele Pelillo ha calcolato 12 milioni di euro di nuove entrate per le casse regionali.

Come sappiamo tutti, la tassa sulla benzina colpisce ogni fascia sociale indistintamente, anzi, maggiormente coloro che sono pendolari o costretti ad usare la macchina per lavorare e non solo per usi familiari.

Ma, nonostante questa consapevolezza, la Giunta regionale di Vendola ha avuto lo stomaco di diffondere la seguente nota:

“Quello che i servizi sociali pugliesi subiranno fra qualche mese da parte del governo nazionale, è un vero e proprio attacco alle famiglie povere, alle persone malate e a quelle non autosufficienti. E poiché non abbiamo nessuna intenzione di lasciare da sole le persone meno fortunate, (...) il centrosinistra ha deciso di aumentare di circa due centesimi la tassa regionale sulla benzina (Irba) al fine di reperire le risorse necessarie a soccorrere quei nuclei famigliari, spesso popolati da molti bambini, che hanno un grande bisogno di qualcuno che pensi anche a loro”.

Quando capiranno i nostri governanti che per risanare i bilanci (da loro ridotti in rosso) non serve aumentare le tasse ma ridurre le spese?
Aumentare la tassazione per tamponare una ferita aperta non serve se non per rimandare di poco il problema.
Dobbiamo intervenire con riduzione della spesa, liberalizzazioni e incentivi che stimolino l'economia.
I Governatori regionali oggi hanno molti strumenti per intervenire, ma ne hanno le capacità?

martedì 3 gennaio 2012

Nuovi aumenti IRPEF. Per i pugliesi le tasse non finiscono mai.




Per i cittadini pugliesi gli aumenti di Irpef saranno ancora più salati rispetto alla Manovra Monti.

Infatti, il 29 dicembre 2011 è stato pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Puglia il dettaglio degli aumenti IRPEF che entreranno in vigore dal 1° Gennaio 2012.

Leggendo il documento ufficiale, scopriamo che l'ennesimo aumento delle tasse è dovuto

"per le esigenze del bilancio regionale, in specie per concorrere alla copertura dei disavanzi sanitari

Quindi, non solo viviamo quotidianamente tagli al servizio sanitario pubblico, con la conseguente diminuzione dei servizi offerti ai cittadini, ma dobbiamo anche sanare gli errori commessi dalla Giunta Vendola con ulteriori aumenti di tassazione.

Ecco, nel dettaglio gli scaglioni ed i relativi aumenti:

- per i redditi sino a euro 15.000: +0,3 per cento;
- per i redditi oltre euro 15.000 e sino ad euro 28.000: +0,3 per cento;
- per i redditi oltre euro 28.000 e sino ad euro 55.000: +0,5 per cento;
- per i redditi oltre euro 55.000 e sino ad euro 75.000: +0,5 per cento;
- per i redditi oltre euro 75.000: +0,5 per cento.

In attesa della manovra CRESCI-ITALIA annunciata dal Presidente Monti, prendiamo atto di questa nuova tassazione che ci porta verso la recessione, noi pugliesi più di altri.